«il processo medesimo è una tortura. Fino a un certo punto, dicevo, non si può farne a meno; ma la cosiddetta civiltà moderna ha esasperato in modo inverosimile e insopportabile questa triste conseguenza del processo. L'uomo, quando è sospettato di un delitto, è dato ad bestias, come si diceva una volta dei condannati offerti in pasto alle fiere. La belva, l'indomabile e insaziabile belva, è la folla ... Appena sorto il sospetto, l'imputato, la sua famiglia, la sua casa, il suo lavoro sono inquisiti, perquisiti, denudati alla presenza di tutto il mondo. L'individuo, così, è fatto a brani e l'individuo, ricordiamoci, è il solo valore, che dovrebbe essere salvato dalla civiltà».
(F. CARNELUTTI, Le miserie del processo penale, Roma, 1957, p. 46)
Nessun commento:
Posta un commento