"(...) Sulla vicenda AsiaNews ha interpellato Yisca Harani, che attraverso l’ong Rfdc “monitora atti di qualsiasi natura, dalle molestie alle violenze, contro i cristiani” come spiega lei stessa. “In generale, qui [in Israele] non si verificano gravi persecuzioni contro i cristiani. La situazione - prosegue - è molto diversa rispetto alla Nigeria o ad altri luoghi”. Tuttavia, in quanto ebrea e appartenente a una “terra definita come Santa”, una vicenda come quella occorsa ieri risulta “intollerabile. Siamo impegnati nel profondo - aggiunge - a cambiare una realtà in cui alcune persone mostrano mancanza di rispetto e, come avete visto, commettono atti di vandalismo e profanazione” di simboli religiosi di primaria importanza per altre fedi.
In risposta al gesto, l’attivista israeliana ha lanciato una campagna di raccolta fondi i cui proventi andranno a favore delle popolazioni dei villaggi cristiani in cui è avvenuta la profanazione. Il denaro raccolto verrà consegnato all’arcidiocesi maronita di Israele [l’arcieparchia di Haifa e Terra Santa, ndr] che convoglierà gli aiuti ai centri di Debel e delle zone circostanti, fra le più colpite dai raid dell’esercito in queste settimane contro obiettivi di Hezbollah. In particolare, spiega, verranno distribuiti medicinali urgenti e farmaci salvavita per malati di cancro.
“Il motivo - sottolinea Yisca Harani - per cui ho lanciato questa raccolta fondi è un senso di solidarietà e responsabilità. Siamo responsabili del fatto che il sistema educativo nel settore religioso abbia permesso a tale estremismo di prevalere, anche se non incita attivamente le persone alla profanazione. È come se, in generale, si ignorasse tutto ciò che ha a che fare con gli altri”. Da qui la scelta di lanciare la raccolta fondi, prosegue, per la quale “molte persone mi hanno ringraziato” perché va oltre il gesto e rappresenta una “presa di posizione” forte.(...)"
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