(Testo originariamente pubblicato su Fb)
Sul brutto 25 aprile appena trascorso, appoggio un paio di note e poi richiamo in commento altri post, sicuramente più utili:
1) da tempo, forse anche per una diversa mia autocollocazione politica rispetto al passato, credo che la manifestazione di Milano (in particolare, ma anche altre manifestazioni) non rappresenti(no) più un evento centrale e realmente significativo per la celebrazione della Liberazione, in quanto troppo evidentemente "teatro" di "rappresentazioni altre" rispetto alla vicenda storica e politica del 1945;
2) in questi anni, inoltre, è proprio la centralità della Liberazione stessa che è (forse) venuta meno: per tante ragioni in parte concatenate, il disfarsi (rifarsi) dell'ordine mondiale non può che significare anche il ricombinarsi delle "memorie comuni" e il loro venir messe in discussione in modo radicale, e a tratti "violento"; il terremoto di questi anni è anche il risultato di "scosse" generate già fin dal 1989, almeno;
3) sta nascendo una Europa altra, su faglie diverse? Con nemici diversi? La guerra di "Resistenza" dell'Ucraina (se vogliamo chiamarla così, anche se forse è molto di più) potrà essere un nuovo evento "fondante", che integra - se non addirittura sostituisce - la memoria del 1945, che si vorrebbe così centrale ancora oggi?
Per quanto riguarda i gravi episodi di ieri, in questo senso "sintomi" di dinamiche ben più ampie, integro più tardi e più sotto- come accennato- con altri contributi.
FMM
(Per vedere gli altri contributi si veda questo mio post su Fb https://www.facebook.com/share/p/1GCeGUBfyY/ )
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