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martedì 12 novembre 2013

Cina - Israele

Una notizia che non è una novità, ma la conferma di una tendenza in atto da tempo. Segnalo più sotto un artcolo del maggio scorso. La Cina ha comunque ancora difficoltà a giocare un ruolo di attore politico  a tutto tondo, soprattutto in uno scenario come quello medioorientale. Però i canali sono ufficialmente aperti. E considerando il desiderio degli Stati uniti di "emanciparsi" dal ruolo di "gendarmi del mondo" forse anche l'Europa dovrebbe fare una riflessione su come proporre al mondo una governance diversa. Prima che si passi da un gendarme a uno peggiore...

FMM

C’è una nuova potenza che potrebbe fare il suo ingresso in questo Medio Oriente dagli equilibri delicati e le alleanze mutevoli. E’ la Cina, a cui Israele già da tempo guarda con attenzione. Il New York Times, nella sezione Sinosphere interamente dedicata alla superpotenza asiatica, racconta oggi del “corteggiamento di Israele alla Cina”, possibile alleato su cui contare per far fronte ai cambiamenti geopolitici della regione. Un rapporto iniziato vent’anni fa, caratterizzato da una certa intermittenza ma che negli ultimi anni ha visto i due paesi stringere diversi accordi commerciali.
 

I cinesi sono molto incerti, e spesso si confessano impreparati a questo ruolo di mediatori che non hanno mai avuto. Ma l'occasione non permette esitazioni. Da questi colloqui, infatti, Pechino spera di ottenere almeno conoscenze e relazioni in più in un'area che è sempre più importante per i suoi interessi nazionali ma che anche un'area in rapido sgretolamento. Francesco Sisci - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/vqkVs

giovedì 5 settembre 2013

Siria e dintorni (articoli dal Sole24Ore)

Test come quello compiuto ieri vengono effettuati regolarmente a sostegno dello sviluppo del sistema antimissile Arrow e solitamente vengono programmati con ampio anticipo. Non c'era quindi nessuna attinenza con la crisi siriana ma è indicativo che le tensioni in atto non abbiano indotto Gerusalemme a rinviarlo. Al contrario, il ministero della Difesa israeliano lo ha utilizzato a scopo deterrente annunciando di aver completato con successo, in collaborazione con le forze statunitensi, un'esercitazione che ha visto il lancio di un missile Blue Sparrow.
Netanyahu avverte Assad, di Gianandrea Gaiani - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/qteaA

Sembra esserci un copione preciso in questa interminabile crisi siriana, anche se i colpi di scena degli ultimi dieci giorni avrebbero suggerito il contrario. Il copione preparato da Obama poggia sulla necessità di costruire consenso attorno al Governo americano soprattutto sul piano internazionale. Ora, dopo il colpo di scena di sabato scorso, con lo stop all'attacco per cercare un appoggio del Congresso che ha scatentato mille polemiche e mille accuse di incertezza, Barack Obama incassa in anticipo un dividendo di credibilità che pareva improbabile. Soprattutto dopo la sconfitta parlamentare di David Cameron a Londra per mano dei suoi stessi compagni di partito. Da oggi, in Europa, Obama, il presidente debole e amletico torna dunque all'attacco.
La Casa Bianca si rafforza, dal nostro inviato Mario Platero - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/hDlZV

Va detto che le compagnie petrolifere russe costituiscono circa la metà del valore dello stock market nazionale e che Gazprom produce da sola il 10% dell'export. E' comprensibile perciò che la rivoluzione dello shale-gas americano preoccupi profondamente Mosca. Essa infatti rischia di minare le fondamenta dell'odierno capitalismo di Stato russo poiché al momento della rielezione, lo scorso maggio, il presidente Vladimir Putin ha escluso dalla privatizzazione il settore dell'energia, nonché quello della difesa. Inoltre lo shale-gas sta cambiando l'equilibrio di potere fra Mosca e gli acquirenti europei poiché i rifornimenti di gas liquefatto del Medio Oriente che gli Usa non intendono più acquistare, vengono ora offerti ai paesi europei spingendo verso il basso i prezzi sul mercato mondiale.  
United Shale of America, ecco che cosa teme la Russia, di Adriana Castagnoli - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/knTWl