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domenica 22 dicembre 2013

«Militari italiani intervenuti per evacuare personale umanitario» (dal Corriere.it)

«Non negli ultimi giorni ma nelle ultime ore» i militari italiani sono intervenuti in Sud Sudan per «consentire a 73 operatori umanitari, molti di loro milanesi, di poter ripiegare e tornare serenamente in pace». Lo ha detto il ministro della Difesa, Mario Mauro, intervenendo all’incontro di auguri natalizi con i vertici militari del Presidio di Milano .
COLPITI DUE AEREI USA - Intanto la situazione nel Paese resta ad alta tensione per gli scontri in corso, da una settimana , tra militari dell’Spla (Esercito per la Liberazione del Sudan) rimasti fedeli al presidente Kiir (etnia Dinka) e quelli che hanno aderito alla ribellione guidata - secondo fonti non confermate dall’interessato - dall’ex vicepresidente Rijek Machar (etnia Nuer). Sabato quattro soldati statunitensi sono rimasti feriti - uno in maniera molto grave - durante un attacco di soldati dissidenti dell’esercito sud sudanese che hanno sparato dalla città di Bor contro due aerei militari Usa V22 Osprey impegnati in operazioni di evacuazione nell’area, appena conquistata dai ribelli.(...)

martedì 19 novembre 2013

Libia - Jihadisti Fra Gli Immigrati?

(ASCA) – Bruxelles, 18 nov – “Tra i disperati non escludo che ci siano anche persone appartenenti a gruppi jihadisti”. Lo afferma il ministro degli Esteri, Emma Bonino, in conferenza stampa a Bruxelles al termine del consiglio Affari esteri. “Non parlo di minaccia terroristica, ma di minaccia alla sicurezza”, precisa. La minaccia arriva dalla Libia, paese “con elevato grado di fragilita’ e senza controllo del territorio”(...)



(ASCA) – Bruxelles, 18 nov – I servizi segreti e di sicurezza italiani “ci hanno sempre messo in guardia” sui rischi che rappresenta la Libia per il nostro paese. Lo afferma il ministro della Difesa, Mario Mauro, in conferenza stampa a Bruxelles. La situazione, spiega, non e’ delle migliori. “La Libia e’ un paese con cinque milioni di persone e 30 brigate armate l’una contro l’altra, alcune anche impegnate nei traffici”. Quella libica, riconosce, “e’ una realta’ frammentata in cui si infiltrano gruppi di diverse tendenze, ma ne abbiamo parlato con i servizi che ci hanno sempre messo in guardia”. Il problema, ammette Mauro, “e’ di complessita’ estrema”(...)