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venerdì 21 giugno 2019

Trump non vuole la guerra?

*Iran, Trump diposto a parlare con Rohani o Khamenei Intervista alla Nbc: nessuna precondizione al dialogo Roma, 21 giu. (askanews) - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è detto pronto a parlare con l'omologo iraniano Hassan Rohani o con la Guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, senza alcuna precondizione. In un'intervista concessa alla rete televisiva statunitense Nbc Trump ha inoltre ribadito di aver revocato l'ordine per delle incursioni aeree mirate in territorio iraniano come rappresaglia per l'abbattimento di un drone, a causa delle possibili perdite umane. Mgi 20190621T201802Z

Dal profilo Fb di Germano Dottori

https://www.facebook.com/100009991966741/posts/911018339241223/

Iran: Trump chiama erede saudita

*Iran: Trump chiama erede saudita, vostro ruolo cruciale per stabilita'*  9010E1314  (POL) Iran: Trump chiama erede saudita, vostro ruolo cruciale per stabilita'
(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - New York, 21 giu - Il 
presidente americano, Donald Trump, oggi ha parlato con il 
principe erede al trono saudita Mohammad bin Salman Al Saud. 
Lo ha annunciato la Casa Bianca, sostenendo che "i due leader 
hanno discusso del ruolo cruciale dell'Arabia Saudita nel 
garantire la stabilita' nel Medio Oriente e nel mercato 
petrolifero globale (in quanto leader di fatto dell'Opec, 
ndr). Hanno anche discusso della minaccia posta dal 
comportamento sempre piu' grave del regime iraniano". La nota 
partita dal civico 1600 di Pennsylvania Avenue a Washington 
e' giunta all'indomani dell'abbattimento di un drone 
americano da parte dell'Iran vicino allo stretto di Hormuz, 
nel Golfo Persico. Oggi Trump ha detto di aver bloccato, 10 
minuti che avvenisse, il lancio di missili che avrebbero 
colpito tre target iraniani, sostenendo che sarebbero morte 
150 persone, bilancio "sproporzionata" rispetto 
all'abbattimento di un drone senza pilota. L'Arabia Saudita 
e' storico rivale dell'Iran negli equilibri geopolitici della 
regione.
    A24-Spa 
(RADIOCOR) 21-06-19 19:17:42 (0533) 5 NNNN

Tratto da profilo Fb di Germano Dottori
https://www.facebook.com/100009991966741/posts/911000472576343/

Il non-attacco di Trump

"(...) Non è chiaro ancora a cosa sia legato effettivamente il dietrofront: se il presidente ha cambiato decisione ascoltando tutte le reticenze che dimostra da settimane (o meglio, da sempre rispetto agli impegni militari, che considera un costoso impegno economico), oppure la scelta è stata legata a necessità logistiche, tattiche o strategiche. Ancora non è comunque esclusa una risposta militare. Secondo quanto riportano i media americani, che hanno seguito gli sviluppi delle riunioni alla Casa Bianca tramite i corrispondenti (e sono gli unici realmente informati dei fatti), durante una riunione serrata iniziata alle nove di sera è andata avanti per più di un’ora e mezzo, s’è creata una spaccatura tra gli apparati statunitensi. Da una parte il segretario di Stato, Mike Pompeo, il consigliere per la Sicurezza nazionale, John Bolton, e la direttrice della Cia, Gina Haspel, che consigliavano l’attacco per punizione e deterrenza nei confronti di Teheran, che da settimane reagisce aggressivamente all’altrettanto politica aggressiva della “massima pressione” scelta da Washington contro la Repubblica islamica: e un conto sono operazioni asimmetriche plausibilmente negabili come i sabotaggi alle petroliere, un conto è l’abbattimento di un velivolo senza pilota della marina statunitense; questo va punito severamente, dicono i falchi.

FALCHI E COLOMBE

Dalla parte di chi non voleva colpire c’era Trump e i vertici del Pentagono (che è senza un segretario di fatto ed è in fase di transizione tra due facenti funzione): i militari temono un’escalation incontrollabile se dovessero essere colpiti obiettivi in Iran. Il presidente è a un anno dalle elezioni di riconferma e sa che ai suoi elettori e ai suoi finanziatori sarebbe complicato giustificare come America First un attacco contro l’Iran. In mezzo, per così dire, il Congresso: a quanto sembra i leader di Democratici e Repubblicani avrebbero chiesto al presidente di partecipare alle decisioni, ossia di approvare in aula eventuali operazioni militari contro Teheran che comunque dovevano essere “misurate” (secondo una dichiarazione fatta dai congressisti repubblicani). (...)"

https://formiche.net/2019/06/trump-iran-attacco-drone/

"L'Iran ha fatto un errore molto grosso!"

"Oggi le Guardie della rivoluzione islamica dell’Iran hanno annunciato l’abbattimento di un drone americano avvenuto alle quattro del mattino nello Stretto di Hormuz – poco lontano dalla zona dove quattro petroliere erano state attaccate giovedì scorso – e poche ore dopo il Pentagono ha confermato. L’attacco potrebbe avere conseguenze molto serie perché martedì il generale americano Paul Selva aveva avvertito con parole specifiche che l’America non sarebbe intervenuta da sola per proteggere le navi in transito nello Stretto – quindi l’attacco alle petroliere straniere non è considerato un motivo sufficiente per un intervento militare – ma “se gli iraniani prendono di mira cittadini americani, proprietà americane o le Forze armate americane, allora ci riserviamo il diritto di rispondere con un’azione militare”. Il presidente americano, Donald Trump, oggi ha scritto su Twitter: “L’Iran ha fatto un errore molto grosso!”. Potrebbe ordinare un bombardamento di rappresaglia su obiettivi militari dell’Iran, in particolare sulla costa che affaccia sullo Stretto. (...)

Gli iraniani dicono che il drone aveva violato il loro spazio aereo, gli americani dicono che invece si trovava in acque internazionali. È un punto cruciale della vicenda perché potrebbe portare a un’azione di rappresaglia, ma le due versioni sono contrastanti. Gli esperti dicono che fare entrare il Global Hawk nello spazio aereo dell’Iran non avrebbe senso: è un drone che resta in altissima quota per raccogliere informazioni, quindi non è costretto ad avvicinarsi a quello che deve vedere, ed è un bersaglio lento e goffo, quindi incapace di sfuggire alla reazione eventuale dei nemici. La sua protezione era rimanere al di fuori dello spazio aereo dell’Iran. Un singolo esemplare di Global Hawk costa 123 milioni di dollari – più dei costosissimi caccia F-35 che costano circa 89 milioni di dollari – e fin da subito è partita la caccia ai rottami, che contengono tecnologia all’avanguardia e sono molto desiderati dagli iraniani, dai russi e dai cinesi.

È possibile che il drone americano stesse volando sopra quella zona del Golfo per sorvegliare eventuali manovre attorno alle petroliere, dopo gli attacchi avvenuti il 12 maggio e il 13 giugno. Proprio il 13 giugno i Guardiani della rivoluzione islamica a bordo di una barca veloce avevano tentato di abbattere con un missile portatile un drone americano – un più modesto Reaper da quindici milioni di dollari – che li stava seguendo poco prima degli attacchi alle petroliere, ma non ci sono riusciti. Il 6 giugno le milizie houthi che combattono in Yemen con l’appoggio dell’Iran sono riuscite ad abbattere un altro drone Reaper con un missile terra aria e la notizia è stata confermata da entrambe le parti. Il capo dei Guardiani della rivoluzione islamica, Hossein Salami, ha detto che l’abbattimento di oggi è un messaggio: “Non vogliamo una guerra, ma siamo pronti, e questo è quello che succede a chi vìola i nostri confini”."

Pubblicato sul Foglio di venerdì 21 giugno: https://www.ilfoglio.it/esteri/2019/06/20/news/liran-abbatte-il-drone-gioiello-degli-americani-nello-stretto-di-hormuz-261520/?paywall_canRead=true

Riprodotto su Fb al link https://www.facebook.com/172477746626388/posts/490314891509337/

sabato 23 novembre 2013

Spada Affilata: La Cina Si Prepara Alla Guerra? (Corriere.it)

Giovedì ha volato per la prima volta un drone con motore a getto e tecnologia stealth made in China. Si chiama Lijian: Spada affilata. Verrà usato in operazioni antiterrorismo, ricognizione, combattimento, dice la stampa cinese. La tecnologia stealth (furtiva o invisibile) permette di sfuggire ai radar.


Un apparecchio senza pilota che secondo gli esperti occidentali somiglia nel disegno alle ali a forma di pipistrello dell’RQ-170 Sentinel, prodotto dalla Lockheed Martin e impiegato dagli americani fin dal 2007. La tecnologia bellica cinese è all’inseguimento. Ma si è avvicinata: l’Esercito popolare di liberazione ha già sviluppato piccoli droni per uso tattico e corto raggio e altri apparecchi senza pilota che somigliano in modo impressionante agli americani Reaper e Predator, usati nella caccia ai terroristi di Al Qaeda dal Medio Oriente al Pakistan e all’Afghanistan.

Anche i cinesi sono in grado di armare i loro droni: recentemente un alto ufficiale dell’ufficio antidroga ha detto al Quotidiano del Popolo che l’uso di un drone è stato preso in considerazione per eliminare un trafficante birmano che si nascondeva nella foresta di Myanmar ed era ricercato per l’uccisione di 13 marinai di un peschereccio cinese. Il narcotrafficante fu poi arrestato e giustiziato dopo un processo.

Un altro impiego dei droni è la ricognizione aerea e Pechino potrebbe inviarli anche a pattugliare la zona delle isole Diaoyu/Senkaku, controllate dal Giappone. Tokyo, che chiama le isole Senkaku, minaccia di aprire il fuoco sugli apparecchi che violano lo spazio aereo. Pechino, che le chiama Diaoyu, replica che l’abbattimento di un velivolo, anche senza pilota come un drone, «sarebbe un atto di guerra». (...)