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mercoledì 10 ottobre 2012

SALVIAMO LA RIFORMA. E LA NOSTRA CREDIBILITÀ (da laVoce.info)


La riforma Fornero delle pensioni è sicuramente migliorabile. Bisogna renderla più flessibile, risolvendo in questo modo il problema dei cosiddetti esodati ed esodandi. Bisogna anche porre rimedio a iniquità introdotte dai governi precedenti, come la tassa sulla totalizzazione di contributi versati ad amministrazioni diverse nel corso di una carriera lavorativa, coi cosiddetti “ricongiugimenti onerosi”, introdotta da Giulio Tremonti.

Ma sarebbe un grave e irreparabile errore oggi tornare indietro. La riforma varata dal Governo Monti ha rappresentato un punto di svolta nel dare un segnale di rigore e di attenzione all’equità intergenerazionale. L’Europa e il mondo intero guardano all’Italia, in questo momento difficile, come ago della bilancia verso la salvezza dell’euro e della coesione europea. E la riforma delle pensioni è stata fondamentale nel dare credibilità allo sforzo di risanamento del nostro paese. (...)


martedì 19 giugno 2012

Chiarezza e Trasparenza - L'intervento di Elsa Fornero al Senato

(Post collegato - Ha ragione Elsa Fornero)

(...) Sono sempre stata dell’avviso che la definizione corretta debba essere quella di lavoratori che meritano, pur con costi per la collettività, di essere salvaguardati dagli effetti del recente inasprimento dei requisiti per il pensionamento. E lo meritano in quanto, rimasti privi di lavoro, avrebbero avuto, in un arco temporale ridotto, accesso alla pensione secondo le regole previgenti. Chiunque può vedere, in questa definizione, una commistione di elementi economici, giuridici, sociali e anche etici che riduce la misurabilità oggettiva dell’aggregato.  (...) 

domenica 17 giugno 2012

Ha ragione Elsa Fornero

(con un aggiornamento del 18 giugno)
Il tema dei cosiddetti "esodati" è assai delicato, e purtroppo si presta a semplificazioni molto accentuate, con il grave rischio di fare confusione su una questione vitale per i singoli che vi siano coinvolti, e comunque importantissima anche per la collettività tutta. 
Personalmente non ho certezze granitiche, anche perché è necessario avere dati precisi per poter parlare, e da questo punto di visto a mio avviso il ministro Fornero ha ragione, quando esprime sdegno per il fatto che siano girate cifre senza adeguata spiegazione.

Segnalo di seguito un articolo di Libertiamo che mi pare metta qualche paletto per meglio orientarsi nella questione. Devo dire che non mi piace molto il tono complessivo dello scritto; per esempio non parlerei di "truffa ideologica", perché l'angoscia delle persone è grande e comprensibile, anche se sicuramente alcuni sembrano aver trovato in questo tema il "cavallo di Troia" con cui attaccare la giusta riforma delle pensioni.

venerdì 1 giugno 2012

Tutti Sbagliano


Averne avuti in passato e averne, anche in futuro, di ministri che ammettono gli errori... Certo, sarebbe meglio se questo governo smettesse alcuni atteggiamenti troppo distaccati e accademici, ma comunque lo stile di lavoro rimane al momento un esempio anche per coloro che verranno dopo. 

Speriamo che in futuro la retorica dello scontro politico (che il 99% delle volte si rivela scontro di parole inutili) non abbia la meglio e prevalga finalmente in Italia un approccio sperimentale, anti-ideologico, pragmatico. Scientifico, per dirla in una parola. 

Sarebbe - questa sì - una Grande Riforma di costumi, ben più profonda delle patacche istituzionali che ci vengono proposte. Ma ci torneremo in futuro.

L'importante è ora che venga riparato velocemente il torto fatto a quelle persone che - con brutta formula - sono state definite "esodati". 

Questione di giustizia, che non può essere ulteriormente rimandata.

Francesco Maria Mariotti

TUTTI SBAGLIANO -«È vero con gli esodati abbiamo sbagliato, tutti sbagliamo. Ma una cosa che vorrei ricordare- ha precisato- è che quando abbiamo fatto la riforma delle pensioni, l'abbiamo fatta in 20 giorni perchè il paese era sull'orlo di un baratro finanziario. Questo la gente l'ha già dimenticato. Non abbiamo avuto il lusso di un tempo di riflessione più lungo perchè altri governi in precedenza si erano presi il lusso di tempi di gradualismo eccessivi e molto molto lunghi. E noi abbiamo dovuto agire in fretta».