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giovedì 14 giugno 2012

Pronti a Tutto, per Salvare l'Euro



Si stanno preparando le "armi" per affrontare la guerra dei mercati, nel caso di voto "critico" in Grecia. Si avvicina il momento in cui Mario Draghi dovrà usare il bazooka, garantendo tutto il debito europeo? Se così fosse, dovrebbe essere già attivo il giorno stesso un Ministro delle Finanze europeo, con poteri di veto e di indirizzo sui bilanci di tutti i paesi di cui si garantisce il debito. 

Poi, in tempi rapidi, la fase costituente per creare un vero governo europeo (non siamo così lontani - a ben vedere - dalla logica espressa dalla Merkel, anche se forse non c'è più tempo per un percorso così "ordinato") 

venerdì 1 giugno 2012

Perché gli Eurobond non sono la soluzione (da laVoce.info)

(...) I PROBLEMI DEGLI EUROBOND

Per semplicità, supponiamo che l’Eurozona sia composta da due paesi, A e B, con governi nazionali eletti dai rispettivi cittadini: il paese “A” è un paese “cicala”, il paese “B” è un paese “formica”. Supponiamo ora che si pensi di emettere un eurobond per aiutare il paese A. Per il cittadino di A, i benefici sono chiari: nessun (o contenuto) aumento delle tasse, mantenimento o aumento del livello di spesa pubblica e quindi sforzo di aggiustamento più morbido. Per il cittadino del paese B, al contrario, si prospetta un aumento delle tasse e un possible contenimento della spesa pubblica causa l’aumento del deficit e del debito per sussidiare il paese A.
Il problema di deficit di democrazia è che le spese del paese A sono decise dal governo del paese A, eletto dai cittadini del paese A mentre i cittadini del paese B non hanno voce in capitolo nell’elezione del governo del paese A, ma sono chiamati a contribuire al finanziamento di queste spese. Possiamo immaginare che i cittadini del paese B non siano molto contenti e probabilmente non ri-voterebbero per il loro governo in carica. I più estremi potrebbero pensare che l'unione monetaria tra A e B non è poi una grande idea e valuterebbero l’opportunità di uscire loro, i più forti, dall’Unione. In pratica, è sempre la stessa storia: no taxation without representation. Devo pagare per rimborsare gli eurobond? Allora voglio anche scegliere chi spende quei soldi.
Dal punto di vista della politica economica, il segnale che darebbe l’emissione di eurobond sarebbe quello di premiare governi che non vogliono seguire politiche di aggiustamento fiscale e quindi si porrebbero le basi per una spirale debitoria fuori controllo non solo per quei paesi ma anche per altri, il ben noto problema del “moral hazard”. Se si emettono eurobond per un paese, infatti, perché non per un altro? Quindi, gli incentivi per seguire politiche fiscali prudenti verrebbero abbandonati in quanto “tanto poi ci sono gli eurobond e pagherà qualcun'altro”.(...)