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mercoledì 25 giugno 2014

Il Nodo E' Il Debito (da ilSole24Ore)

(...) La Bundesbank ha già lanciato l'allarme e chiesto di «rafforzare» anziché «allentare» le regole di bilancio. Renzi e Hollande dovrebbero stanare Sigmar Gabriel, capo dell'Spd, e farlo uscire dall'ambiguità. Fu Gabriel, dopo il vertice dei partiti a Parigi, ad annunciare la strategia di dilazione dei tempi in cambio di riforme di cui si discute fin dal 2013 sulle ceneri della proposta degli «accordi contrattuali» cara alla cancelliera. A ben vedere la distanza tra le parti non è grande. Infatti, come è noto ai lettori di questo giornale, i margini di allentamento dei vincoli del deficit non hanno mai messo in discussione il tetto del 3% sopra il quale scatta inesorabile una procedura di infrazione che irrigidisce le politiche di bilancio. La dilazione riguarda invece i tempi di rientro del debito. Si tratta di evitare la riduzione automatica annuale di un ventesimo dell'eccesso di debito che dovrebbe scattare dal prossimo anno. Una riduzione più graduale del debito implica anche un deficit più vicino al 3% che allo zero, giustificabile dai molti caveat inclusi nei trattati. (...)
 
di Carlo Bastasin - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/bPbZb2

lunedì 18 giugno 2012

L'altra Germania per il rilancio della UE (da AffarInternazionali)


(...) Il piano alternativo “per l’uscita dalla crisi” che la Spd ha presentato qualche settimana fa con lo schieramento plateale dei suoi massimi leader, il presidente del partito Sigmar Gabriel, l’ex vicecancelliere ed ex ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier e l’ex ministro delle Finanze della grosse Koalition Peer Steinbrück, ha il respiro lungo di un programma di governo.  
Pur riconoscendo la necessità di tenere rigorosamente sotto controllo il debito, indica una strategia del tutto alternativa all’austerity policy di Frau Merkel. Prevede un programma europeo urgente contro la disoccupazione giovanile, con investimenti pubblici adeguati e favorendo la mobilità intereuropea; misure di controllo e regolamentazione dei mercati finanziari, dall’introduzione dell’imposta sulle transazioni alla separazione netta tra banche commerciali e banche d’investimento, un ente di controllo comune e un’agenzia di rating europea.