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venerdì 13 settembre 2019

Tommaso Padoa-Schioppa, Ciascuno nel mondo (Corriere della sera, 23 settembre 2001)

Tommaso Padoa-Schioppa, Corriere della sera, 23 settembre 2001

"Ciascuno nel mondo

Parte della risposta ai tragici fatti dell’ 11 settembre dev’ essere un intrepido e assorto ritorno al quotidiano operare, alla fiducia a scuola e in Borsa, alle normali conversazioni in casa e in ufficio. La capacità di liberarsi dalla minaccia del terrore che ha improvvisamente colpito il mondo dipenderà anche da come ciascuno, nel mondo, vivrà questo ritorno. Ciascuno nel mondo, perché miliardi di persone di tutte le età hanno visto le immagini del disastro, centinaia di milioni conoscono New York e ne hanno visitato le torri.

In quello stesso martedì di settembre, nei minuti e nelle ore che seguirono l’ attacco, in innumerevoli sedi pubbliche e private, dentro e fuori gli Stati Uniti, ci si riunì sgomenti, non sapendo che fare. Si decise che «il lavoro continua», business as usual. Per i più non era insensibilità, ma bisogno di una norma sicura, dunque di normalità.

Lavoro, abitudini, normalità hanno subìto l’ urto di eventi orridi e discriminanti che ognuno ricorderà per sempre. Sappiamo, stiamo poco per volta capendo, che quegli eventi porteranno cambiamenti anche nel vivere quotidiano. Né il prevalere del terrore né la sua sconfitta lascerebbero immutate le nostre abitudini. Tanto meno le lascerà immutate la lotta contro il terrore, di cui ora non conosciamo né i tempi né l’ esito.

Del vivere quotidiano, della normalità, l’ attacco terroristico è stato ferita e tradimento. Normale era la giornata di lavoro cui si accingevano le migliaia di persone che sono morte. Normale era la vita in cui i terroristi si erano mimetizzati per anni in attesa del giorno dell’ attacco. «Normali», si disse mesi fa, erano Omar ed Erika prima e dopo l’ uccisione di mamma e fratello.

Il quotidiano è fatto di abitudini lente a cambiare. In ciò sta il suo valore, perché in-corpora saggezza e civiltà sedimentate a lungo, entrate nelle fibre di ciascuno. Le abitudini sono e danno forza. Ai bambini danno fiducia; agli adulti libertà. Il lavoro è necessità e fatica; ma è anche sicurezza e riflessione. Nel ritorno al quotidiano vi sono consolazione e sostegno, ma anche difesa e riaffermazione della saggezza e della civiltà.

Il ritorno al quotidiano diventerà una risposta intrepida se sapremo evitare l’ insidia di due tentazioni, due forme di evasione dalla realtà, ugualmente pericolose: l’ indifferenza nel quotidiano e lo sconvolgimento del quotidiano. Dovremo invece fare il possibile perché il pensiero di ciò che è avvenuto, la ricerca delle cause, la volontà di fare fronte impregnino il nostro quotidiano, facendone riconoscere insieme il valore e le mancanze, dunque le correzioni necessarie.

Quando, durante un gioco, Ignazio di Loyola e alcuni suoi compagni si chiesero come avrebbero speso quell’ ora se avessero appreso che era l’ ultima della loro vita, chi disse che si sarebbe ritirato a pregare, chi che sarebbe corso dai suoi cari o avrebbe donato ogni suo bene ai poveri. Ignazio disse: continuerei questo gioco. (...)"

http://www.tommasopadoaschioppa.eu/mondo/ciascuno-nel-mondo.html

(link verificato in data 13 settembre 2001)

mercoledì 11 settembre 2013

11 settembre (1973, 2001, 2012)


11 settembre 1973: golpe in Cile

Alle sette del mattino dell’11 settembre alcune navi della Marina militare cilena occuparono il porto di Valparaíso, sull’Oceano Pacifico. L’ammiraglio Raúl Montero Cornejo, comandante della Marina e fedele al presidente Allende, venne imprigionato e sostituito da José Toribio Merino Castro, uno degli ideatori del colpo di stato. Il Prefetto della Provincia di Valparaíso informò subito delle manovre della Marina il presidente Allende, che diede ordine alla scorta, il Gap (Gruppo di Amici Personali), di lasciare la sua residenza di calle Tomás Moro per raggiungere il palazzo presidenziale, La Moneda, nella capitale Santiago. Erano circa le otto e a Santiago le forze aeree e i carri armati dell’esercito avevano già condotto la cosiddetta “Operazione silenzio”: chiudere e bombardare le sedi e le antenne di tutte le stazioni radio e tv. L’unica che quel giorno riuscì a non interrompere le trasmissioni (nonostante il bombardamento) fu la radio Magallanes del Partito comunista cileno da cui, poco dopo, Allende avrebbe parlato alla nazione per l’ultima volta.


11 settembre 2001: Attacco alle Torri gemelle e al Pentagono

L'attacco al Pentagono è uno degli aspetti dell'11/9 che maggiormente ha stimolato la fantasia dei complottisti. Dapprima hanno sostenuto che l'edificio fosse stato colpito da un missile o da un caccia;  negli ultimi anni alcuni hanno cambiato parere e ora sostengono che un aereo di linea abbia effettivamente colpito il Pentagono ma percorrendo una rotta diversa rispetto a quella comunemente accettata. Tralasciando la disinvoltura con cui i complottisti cambiano parere, allo scopo di confermare nuovamente che le versioni complottiste sono solo frutto di menti troppi fervide Undicisettembre ha raccolto la testimonianza diretta di Steven Mondul, che al tempo degli attacchi ricopriva il ruolo di State Emergency Manager (responsabile statale per le emergenze) per il Virginia Department of Transportation (Dipartimento dei Trasporti della Virginia) e che ci ha fornito una nuova smentita di queste assurde teorie.

Ringraziamo Steven Mondul (citato con il suo permesso) per la sua cortesia e disponibilità.


11 settembre 2012: Chris Stevens muore in un attentato a Bengasi

Era il Primo maggio. E quello è stato il giorno in cui ho visto per l'ultima volta Chris Stevens, un diplomatico esperto e un amico. Abbiamo parlato a lungo della sua nomina ad ambasciatore in Libia, Paese che conosceva e amava. E con il suo stile per nulla formale, da californiano vero, aveva toccato un tema rimasto un po' sotto traccia ma sentito. Quello dell'infiltrazione dei militanti islamisti. «Dicono che arrivino anche dall'estero», aveva affermato. Non era la violazione di un segreto bensì la conferma di notizie pubbliche che rimbalzavano dal Nord Africa. Ma Chris Stevens, pur consapevole dei rischi, non sembrava preoccupato più di tanto. Era abituato ai posti difficili, sapeva cosa fosse il Medio Oriente, conosceva la terribile favola della rana e dello scorpione. Quella dove quest'ultimo uccide la prima dopo che lo ha aiutato ad attraversare il fiume.(...)




martedì 11 settembre 2012

Stamattina a Ground Zero (da ilPost.it)

Questa mattina negli Stati Uniti (nel primo pomeriggio italiano) si sono svolte numerose cerimonieper ricordare le persone morte negli attentati terroristici dell’11 settembre 2001, e altre si svolgeranno nel corso della giornata. A New York i familiari delle persone uccise si sono riunite al Memoriale dell’11 settembre, che si trova sul luogo in cui sorgevano le Torri Gemelle, per partecipare a una cerimonia in ricordo dei loro cari. Alle 8:46 è stato osservato un minuto di silenzio per ricordare il momento esatto in cui il primo aereo si schiantò contro la Torre Nord. È stato osservato il silenzio anche in corrispondenza dei minuti in cui gli aerei dirottati colpirono i loro bersagli, in cui crollarono le torri e in cui il volo United 193 si schiantò a Shanksville, in Pennsylvania: l’aereo era diretto verso il Pentagono e secondo le ricostruzioni è stato probabilmente dirottato dai passeggeri che si sono ribellati agli attentatori. (...)