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sabato 3 agosto 2019

Allarghiamo Il Castello

Impressione mia, magari i sondaggi e simulazioni varie sono fatte meglio di quanto io pensi: si continua a fare calcoli di voti e proiezioni di consenso "rassegnandosi" a una base elettorale sempre più stretta.

Forse c'è un'Italia né "buonista" né "cattivista" (per semplificare al massimo) che attende di essere rappresentata.

Forse c'è un'Italia che sarebbe capace di affrontare le sfide del futuro senza paura (o governando gli inevitabili timori che sorgono di fronte alle incognite della vita), se trovasse interlocutori politici che siano capaci di coinvolgerla, senza cercare "rottamazioni", "ruspe", illusioni varie.

L'attuale "principe" sembra re perché il castello si è fatto piccolo. Allarghiamo i confini, ridisegniamo le mura e il fossato, e il trono vacillerà: le bande rumorose dei prepotenti, forse, torneranno al silenzio.

FMM

Testo originariamente pubblicato qui:

sabato 25 febbraio 2012

Una diversità virtuosa (Mario Deaglio, la Stampa)

(...) Gli italiani non sembrano resistere con tagli «orizzontali» che toccano ogni tipo di prodotti, ma reagiscono, modellando i consumi sul reddito. Sembra così di intravedere un comportamento «attivo», quasi un riappropriarsi di facoltà di scelta, di decisioni che per vari decenni gli italiani, come i cittadini degli altri Paesi ricchi, avevano delegato di fatto ai pubblicitari. Il termine «frugalità», reintrodotto nel vocabolario americano quattro anni fa per indicare un atteggiamento responsabile rispetto ai beni, ha forse trovato la sua strada anche in Italia. Tale atteggiamento sembra far capolino anche nelle scelte lavorative, con casi recenti, da seguire con attenzione, di ritorno degli italiani verso occupazioni e mestieri fino a pochissimo tempo fa «snobbati» e lasciati agli immigrati.

L’Italia che uscirà dalla crisi - che ha probabilmente toccato il picco a gennaio e febbraio, anche per motivi meteorologici, con il freddo che limitava l’offerta degli alimentari freschi e teneva i consumatori lontani dai luoghi dell’acquisto - sarà probabilmente diversa, più responsabile, più reattiva dell’Italia che vi è entrata, quasi senza accorgersene e dopo averne negato a lungo l’esistenza. Potrà sembrare una piccola cosa, ma è proprio su questa diversità di atteggiamento che occorre costruire, se questo Paese vuole avere un futuro.

mercoledì 16 novembre 2011

Superare la Paura, Andare Verso il Futuro


Aria di entusiasmo attorno al tentativo di Monti.
Siamo un grande Paese, e questo nuovo Governo ci costringerà a non dimenticarlo.

Potremo e dovremo discutere di tutto, valuteremo tutto con attenzione. 

Le divisioni non sono un dramma, naturalmente: il conflitto sociale non deve fare paura, soprattutto se si svolge dentro un orizzonte di coesione comune

Il cambio di passo che - anche grazie a questo Governo - possiamo fare è già evidente.

Sarà difficilissimo, non dimentichiamolo. Ma forse per la prima volta dopo tanto tempo abbiamo di nuovo un obbiettivo comune, al di là anche della destra e della sinistra. E ci divideremo, quando necessariamente ci divideremo, su cose concrete e chiare. 

Sarà per tutti una sfida, un andare verso il futuro. 

La lotta comune del popolo italiano, la lotta dei cittadini italiani che combattono contro il declino economico, sociale e politico del Paese.

Non è esaltante? Non è già superare l'ansia che ci stava soffocando?

Francesco Maria Mariotti