sabato 21 settembre 2013

Operazioni militari e farina di Putin. E’ il piatto del Cairo (da ilFoglio)

La giunta militare in Egitto è impegnata a fondo su due priorità: la guerra aperta all’opposizione musulmana e le importazioni vitali di farina. Ieri mattina le forze di sicurezza sono entrate a Kerdasah, area periferica del Cairo, per un’operazione contro gli islamisti. Nella topografia sterminata della capitale Kerdasah è insignificante, è soltanto un angolo povero della zona di Giza, ma nella lotta tra il nuovo governo militare retto dal generale Abdel Fattah al Sisi e i rivoltosi decisi a vendicare la soppressione – politica e fisica – dei Fratelli musulmani ha un significato speciale. Il 14 agosto, mentre al Cairo le forze di sicurezza irrompevano nei sit-in dei sostenitori dell’ex presidente nominato dalla Fratellanza, Mohammed Morsi, facendo centinaia di morti, un gruppo numeroso di abitanti di Kerdasah attaccò per rappresaglia la stazione di polizia locale. Gli islamisti avevano mitragliatrici e lanciarazzi e in poche ore costrinsero i poliziotti a uscire dall’edificio in fiamme e li trucidarono, spogliandone alcuni, trascinando altri sull’asfalto legati con corde alle macchine (di quel giorno restano immagini girate con i telefonini in mezzo alla folla di aggressori). Dopo Delga, la piccola città a sud della capitale che già da luglio era fuori dal controllo della polizia ed è stata occupata la settimana scorsa, Kerdasah era il secondo obiettivo naturale della campagna delle forze di sicurezza per sfidare gli islamisti egiziani dove sono più forti.(...)


Ci sono molti elementi che fanno credere che questa rivolta sarà peggio di quella degli anni Novanta, quando militari e islamisti si combattevano a colpi di attentati e ondate di repressione; per esempio la vicinanza con la Libia diventata dopo Gheddafi un grande mercato clandestino di armi. 
Secondo il Wall Street Journal, il governo dei militari da quando si è insediato a luglio è concentrato sul problema delle importazioni di farina. L’Egitto è il primo importatore di farina al mondo, e su questo dato precario si regge una popolazione di 80 milioni di persone che alla politica chiede soltanto e a stragrande maggioranza – scrive ancora Reem Abdellatif per il Wsj – “pane a un prezzo minore”. (...)
 

Nessun commento:

Posta un commento