"Una simile pace dovrebbe permettere a tutti gli uomini di navigare senza impedimenti oceani e mari." (Carta Atlantica, 14 agosto 1941)
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domenica 21 luglio 2019
Libia: battaglia finale?
giovedì 4 luglio 2019
Haftar ha fallito? L'Italia può sfruttare la situazione?
"(...) L’offensiva di aprile di Haftar è insomma fallita?
Dire di sì, come dimostra il fatto che in questo momento Haftar sta persino perdendo la fiducia del suo stesso esercito. Bisogna ricordare che le sue forze, che all’inizio erano quelle meglio organizzate, sono composte prevalentemente da mercenari, i quali ora stanno defezionando in gran numero. Il generale ha perso anche il sostegno della popolazione: non dimentichiamo che in tutta la Libia, a Est come ad Ovest, la gente vuole la pace. Non può quindi che avversare chi sta mettendo in crisi una situazione già molto complessa. Haftar, infine, sta perdendo anche il sostegno internazionale, specialmente se verrà confermata la sua responsabilità nell’attacco di stanotte. A rimanergli fedele, probabilmente, resterà solo l’Egitto.
Anche la Casa Bianca, che dopo la partenza dell’offensiva fece una significativa apertura di credito ad Haftar, pare si sia molto raffreddata nei suoi confronti. Una conferma dell’isolamento del generale?
Tutti, almeno a parole, stanno marginalizzando Haftar. Ma siccome questo è accaduto tante altre volte, ciò non ci garantisce che i vari attori internazionali, pur condannando Haftar, vorranno davvero sostenere il governo di Tripoli in un possibile processo di stabilizzazione post-conflitto. Per quanto riguarda gli americani, c’è da dire che Trump non ha mai avuto le idee molto chiare sulla Libia. In questo momento, nonostante l’endorsement del presidente, il governo Usa è di fatto più vicino a Sarraj. Credo dunque che sia possibile, in prospettiva, un appoggio americano alla linea italiana di sostegno a Sarraj.
Linea che aveva però visto il nostro Paese in difficoltà, tanto che il nostro premier Conte ad aprile dichiarò che l’Italia non stava né con Sarraj né con Haftar.
In tutto questo bailamme, l’Italia è stata fermamente dalla parte di Sarraj, pur avendo dialogato con gli attori regionali che sostengono Haftar. Credo dunque che la nostra posizione potrà essere premiata in sede di trattative. Perché noi abbiamo avuto il coraggio di tenere aperta, nonostante tutto, la nostra ambasciata a Tripoli. Questo credo sia il nostro vantaggio competitivo."
domenica 16 giugno 2019
Libia: Conferenza nazionale?
"«Una grande conferenza nazionale aperta a tutti coloro che si riconoscono in maniera inequivocabile nello stato di diritto». È questo l’annuncio che il presidente libico Fayez al-Sarraj, è atteso fare tra poche ore nel corso di una conferenza stampa internazionale che si terrà a Tripoli. E’ quanto riferiscono fonti informate a La Stampa, secondo cui Sarraj punta a rafforzare il ruolo del Governo di accordo nazionale. L’iniziativa, tuttavia, parte su iniziativa individuale del presidente e non dell’esecutivo libico appoggiato dalla comunità internazionale. Un tentativo da parte del presidente di rilanciare la sua immagine appannata da due mesi e mezzi di conflitto, iniziato il 4 aprile con la marcia su Tripoli delle forze fedeli a Khalifa Haftar.
La situazione militare in Libia è di fatto stazionaria sebbene riveli un vantaggio delle forze del governo. Il Gna è ottimista nel dire che costringerà il generale alla resa, questa però non è l’opinione degli osservatori secondo cui alla fine potrebbero essere così ma ci vorrà ancora del tempo, settimane se non mesi. Ecco allora il tentativo del numero uno del Consiglio presidenziale di rilanciare il dialogo politico all’interno della Libia laddove si era interrotto all’inizio di aprile a pochi giorni dalla Conferenza nazionale che si sarebbe dovuta tenere a Ghadames. Rimane l’interrogativo di Haftar: «in teoria l’iniziativa è aperta allo stesso generale se accettasse in maniera inequivocabile i principi dello stato di diritto e la soluzione pacifica delle controversie, questo vuol dire che dovrebbe accettare il ritiro incondizionato».(...)"
https://www.lastampa.it/2019/06/16/esteri/libia-sarraj-convoca-una-conferenza-nazionale-per-uscire-dalle-sabbie-mobili-della-guerra-hCzeKopD80KwMX0URQ5YKL/pagina.html
domenica 9 giugno 2019
Riprendere in mano il dossier libico
"(...) Di Libia occorre tornare ad occuparsene, a rendere l’argomento nuovamente tra le priorità dell’agenda italiana. “Sono tanti i motivi per farlo – sottolinea Michela Mercuri – Il momento attuale impone un’iniziativa da parte nostra in grado di poter dare un impulso decisivo alla risoluzione della vicenda. In primo luogo c’è un’impasse da parte di tutti i principali attori internazionali, a partire dall’inviato Onu Ghassan Salamé, che nei mesi scorsi punta tutto sulla conferenza nazionale poi saltata per via della guerra”.
“L’Italia dovrebbe riprendere i contatti con le varie diplomazie – prosegue poi la docente – dalla Russia con cui abbiamo un buon rapporto e che sostiene Haftar, fino agli stessi Stati Uniti i quali formalmente appoggiano il governo di Al Sarraj ma dialogano con Haftar e sono partner dei sostenitori del generale. Noi, mancando un’azione comune di Nazioni Unite ed Europa, potremmo tornare ad essere promotori di un’iniziativa internazionale anche con il coinvolgimento francese. O si fa così oppure continuiamo ad aspettare alla finestra, ma questo non possiamo permettercelo”.
E poi c’è anche la questione, anche questa finita nel dimenticatoio, del consolato di Bengasi: “Lo chiedono gli stessi cittadini della Cirenaica – prosegue Michela Mercuri – Dovremmo aprire una sede diplomatica anche nell’est del paese, il consolato doveva essere operativo già ad aprile ma poi è saltato tutto ed ora non si sa molto sulle iniziative future. L’Italia è già presente nell’ovest della Libia, con una sede diretta dal bravo ambasciatore Giuseppe Buccino Grimaldi ed è l’unica occidentale a Tripoli. Adesso dobbiamo fare la stessa iniziativa anche a Bengasi, è fondamentale per il nostro ruolo in Libia”.(...)"
https://it.insideover.com/politica/litalia-riprenda-in-mano-il-dossier-libico-il-nostro-paese-rischia-grosso.html
venerdì 24 maggio 2019
Manca poco alla conquista di Tripoli da parte di Haftar?
Manca poco alla conquista di Tripoli da parte di Haftar? O sono colpi di "creazione stato di fatto ante-accordi"? Comunque un'eventuale "pace" sarebbe fragilissima. Prepararci al peggio, sperando che l'Europa che viene in qualche modo sia più protagonista (ma dobbiamo esserlo noi, innanzitutto)
FMM
Haftar a Parigi
https://specialelibia.it/2019/05/23/haftar-a-parigi-e-lingresso-delllna-a-tripoli-potrebbe-essere-questione-di-ore/
Il bombardamento di poche ore fa
http://www.ansa.it/amp/sito/notizie/mondo/2019/05/24/libia-raid-aereo-di-haftar-su-parlamento-dellest-_ddcc3598-ea55-4519-9768-d4942a30dddb.html
mercoledì 22 maggio 2019
Haftar a Macron: “In Libia non ci sono le condizioni per un cessate il fuoco”
«Al momento non sussistono le condizioni per un cessate il fuoco in Libia». Lo ha detto il generale libico Khalifa Haftar al presidente francese Emmanuel Macron durante l’incontro avvenuto a Parigi mentre è ancora in corso l’offensiva delle sue truppe sulla capitale Tripoli. Quando la questione del cessate il fuoco è stata messa sul tavolo, pare che il generale libico abbia detto: «Con chi devo negoziare il cessate il fuoco, oggi?» riferendosi al fatto che il governo di concordia nazionale guidato da Serraj sarebbe «completamente fagocitato dalle milizie e che non debba negoziare con i rappresentanti di queste milizie». I fucili non smetteranno di sparare, ma per il generale «è necessaria una ripresa del dialogo politico per uscire dalla crisi». (...)"
https://www.lastampa.it/2019/05/22/esteri/haftar-a-macron-in-libia-non-ci-sono-le-condizioni-per-un-cessate-il-fuoco-eXhT9yKiFh0jdzdJJsmvtN/amphtml/pagina.amp.html
domenica 19 maggio 2019
Haftar a Roma rilancia le opzioni italiane nella crisi libica (AnalisiDifesa)
Primo Ministro Al-Thani: “Il tempo per i dittatori è passato, Haftar sta unificando il Paese” (SpecialeLibia, Vanessa Tomassini)
sabato 18 maggio 2019
CAOS LIBIA/ Così Onu, Nato e Ue la regalano allo stato islamico (Michela Mercuri, ilSussidiario.Net)
Haftar e Italia
Poche ore per Haftar?
sabato 27 aprile 2019
La telefonata di Trump, l'attacco con gli elicotteri
lunedì 15 aprile 2019
La partita libica e il governo giallo verde versus Macron (Massimo Nava su Fb)
venerdì 23 maggio 2014
Elezioni Parlamentari Subito Per La Libia?
giovedì 22 maggio 2014
La Libia Verso Il Baratro
martedì 20 maggio 2014
Il Disastro Della Libia, La Non-Politica Italiana, Le Poche Cose da Fare
4.2. Per essere più chiari, qualsiasi scelta deve avere per noi un "ritorno"; se un governo non-fondamentalista - anche se di stampo militare - può portare una stabilità a noi utile, allora si appoggi con tutte le forze questa sorta di "colpo di stato".
4.3. La scelta deve essere chiara e condivisa dalle forze occidentali che operano nell'area; gli Stati Uniti ci chiesero di operare per la sicurezza di quel Paese e noi dobbiamo imporre che qualsiasi passaggio venga condiviso. L'Afghanistan non è per noi vitale come il Mediterraneo: anche se sarebbe giusto teoricamente continuare ancora la missione a Kabul, facciamo capire quali sono le nostre priorità.
Il tempo è pochissimo, e queste sembrano le poche cose da fare. E forse non solo queste, visto che è sempre necessario giocare su più tavoli. In questo momento è necessario essere realisti e spregiudicati.
Francesco Maria Mariotti