domenica 29 marzo 2026

Un Incidente Che Poteva Essere Evitato

Prima le scuse del Presidente Isaac Herzog, poi un comunicato del cardinale Pizzaballa che parla di "fraintendimenti": un 1-2 diplomatico probabilmente teso a sgonfiare un incidente che poteva essere evitato (a Gerusalemme vige una sorta di coprifuoco che riguarda tutti i luoghi di culto, compreso il Muro del Pianto, ed è noto da tempo: forse anche una messa solitaria poteva essere evitata senza polemiche) e che stava sfuggendo di mano. 

Al di là dei torti di Israele su altri versanti, compreso il pessimo stato delle istituzioni democratiche sotto il "peso" del governo Netanyahu, i pericoli veri e concreti per i luoghi santi ora sono i missili iraniani che cadono. 

A latere: abituiamoci agli allarmi, ai coprifuoco, e non lamentiamoci delle regole per evitare morti: chissà che presto o tardi la cosa non riguardi anche noi.

FMM

sabato 21 marzo 2026

La mafia non ha vinto

In questi anni, in giornate come oggi, mi è capitato di sentire discorsi che - magari con l'intenzione corretta di tenere desta l'attenzione sulle varie facce del fenomeno mafioso - davano l'impressione però di non vedere che dai tempi della terribile stagione degli attentati a Falcone e Borsellino in realtà di strada se ne è fatta. 

L'accusa variamente modulata che ci sia stata una "trattativa Stato-Mafia" è un po' parte di questa visione "pessimista". 

Per questo mi pare importante consigliare oggi il libro di Lupo e Fiandaca, che sto leggendo in questi giorni, e che aiuta a vedere le cose in una prospettiva più complessa.

#giornatavittimemafie




giovedì 19 marzo 2026

Joint statement from the leaders of the United Kingdom, France, Germany, Italy, the Netherlands and Japan on the Strait of Hormuz

 "We condemn in the strongest terms recent attacks by Iran on unarmed commercial vessels in the Gulf, attacks on civilian infrastructure including oil and gas installations, and the de facto closure of the Strait of Hormuz by Iranian forces. 

We express our deep concern about the escalating conflict. We call on Iran to cease immediately its threats, laying of mines, drone and missile attacks and other attempts to block the Strait to commercial shipping, and to comply with UN Security Council Resolution 2817.

Freedom of navigation is a fundamental principle of international law, including under the United Nations Convention on the Law of the Sea.

The effects of Iran’s actions will be felt by people in all parts of the world, especially the most vulnerable. 

Consistent with UNSC Resolution 2817, we emphasise that such interference with international shipping and the disruption of global energy supply chains constitute a threat to international peace and security. In this regard, we call for an immediate comprehensive moratorium on attacks on civilian infrastructure, including oil and gas installations.

We express our readiness to contribute to appropriate efforts to ensure safe passage through the Strait. We welcome the commitment of nations who are engaging in preparatory planning.

We welcome the International Energy Agency decision to authorise a coordinated release of strategic petroleum reserves. We will take other steps to stabilise energy markets, including working with certain producing nations to increase output.

We will also work to provide support for the most affected nations, including through the United Nations and the IFIs.

Maritime security and freedom of navigation benefit all countries. We call on all states to respect international law and uphold the fundamental principles of international prosperity and security."

https://www.governo.it/it/articolo/joint-statement-leaders-united-kingdom-france-germany-italy-netherlands-and-japan-strait


lunedì 9 marzo 2026

Dal blog Libertà e Impero: Rese incondizionate

 "(...) La resa senza condizioni poggia sul presupposto che questo mezzo non possa contemplare esito intermedio alcuno tra la capitolazione totale dell’avversario e il fallimento. Di fatti, rappresenta quindi la morte della politica, ché ogni guerra – anche la più terribile – dovrebbe essere sempre accompagnata da un’interazione tra gli attori coinvolti: da forme di comunicazione indispensabili alla gestione del conflitto e alla preparazione di quel che ne seguirà; dalla disponibilità al compromesso. Nella resa incondizionata scompare la dialettica, che rimane l’essenza della politica e della diplomazia: l’avversario, in quanto illegittimo, può solo piegarsi e cessare di esistere. E questo, secondo punto, spinge ovviamente tale avversario a ritardare sino all’ultimo la sua capitolazione. (...)

Le parole di Trump (...) riflettono però tutti i limiti dell’operazione militare lanciata contro l’Iran. Nella quale la retorica della “resa incondizionata” lungi dal conferire credibilità e contenuti all’offensiva ne evidenzia l’inconsistenza strategica, la mancata individuazione di obiettivi precisi e realistici, e, infine, l’incapacità di definire una fine (o una via d’uscita, in caso di difficoltà) che non sia appunto la totale capitolazione dell’avversario. Al quale, quindi, basta in teoria sopravvivere per vincere; non perdere per prevalere. (...)"

https://united-states-world.com/2026/03/08/rese-incondizionate/ 

domenica 8 marzo 2026

ItalStrat: La Terza guerra del Golfo è già una tempesta globale

"(...) Sul piano politico e diplomatico, il collasso o la trasformazione di un pilastro regionale come l’Iran comporterebbe un ridisegnamento totale degli equilibri in Medio Oriente. La caduta del regime è un’arma a doppio taglio: se da un lato rimuoverebbe il principale oppositore degli interessi occidentali nella regione, dall’altro creerebbe un buco nero geopolitico in un territorio vasto e complesso. La sfida diplomatica non è solo come vincere, ma come gestire il giorno dopo per evitare che l’Iran diventi un nuovo scenario di guerra civile infinita. Senza una vittoria militare totale, la diplomazia cercherebbe di stabilizzare la situazione attraverso un nuovo grande accordo che vada oltre il nucleare, includendo il disarmo balistico e la fine del supporto alle milizie proxy come Hezbollah o gli Houthi. Questo richiederebbe un governo iraniano disposto a rinunciare alla sua identità rivoluzionaria in cambio della sopravvivenza economica. Se invece il regime resiste, ma viene gravemente indebolito, l’endgame potrebbe essere un isolamento totale, con sanzioni massicce e una “cortina di ferro” mediorientale che congela il conflitto senza risolverlo. (...)"

https://italstrat.substack.com/p/35-la-terza-guerra-del-golfo-e-gia?fbclid=Iwb21leAQZ9IdjbGNrBBnz5GV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHohOwSot5aZlz5MVaQL6E8n3TYUehR2oLXIWfwt5u5kbsxmje438qvhmwfe__aem_ae8foJGK44NSB7Yinfbwng

domenica 1 marzo 2026

Nota sulla guerra USA -Israele - Iran

 Pare necessario ricordare che le situazioni complesse vanno analizzate senza eccessive semplificazioni.


Si può e si deve stare al fianco delle donne e uomini che in Iran cercano la libertà da un regime oppressivo, e quindi sperare con loro che questi giorni siano l'inizio di una nuova fase politica. 

Si può e si deve quindi "approfittare" anche di un'azione militare giuridicamente e politicamente molto discutibile per provare a restituire dignità e libertà all'Iran.

Ciò detto, è necessario essere consapevoli che la "decapitazione" dei vertici della Repubblica Islamica non significa automaticamente il crollo di quella forma di governo, che aveva (ha) una struttura ben più complessa di una "semplice dittatura"; e, in ogni caso, l'eventuale caduta del regime non significa automaticamente che si riesca a costruire un percorso di liberazione, libertà e democrazia. Sperando di evitare uno scenario da "guerra civile" (simile a quello dell'Iraq post- Saddam).

Oltre a ciò, due fattori più "sistemici":

1- quanto costerà in termini materiali questa guerra, agli Usa in particolare? Questo impegno comporterà sottrarre risorse a partite più impegnative, in modo diverso, come Ucraina ora e in prospettiva la difesa di Taiwan? 

La Cina e la Russia saranno indebolite? O si rischia un paradossale rafforzamento di questi "nemici"? (uso il termine con le virgolette perché in politica internazionale il concetto è "sempre" "ambiguo")

2- il fattore etico - normativo: un attacco preventivo era effettivamente necessario? Aver portato aventi una guerra non strettamente inevitabile minerà la credibilità internazionale di Usa e Israele (già ai minimi termini, in questo periodo).

Più sul lungo periodo: se vogliamo provare a preservare una stabilità segnata dal diritto e non (solo) dalla forza (elemento che comunque sarà sempre presente, nelle relazioni internazionali) è necessario procedere spediti nella costruzione di una Unione Europea coesa, solida, forte anche dal punto di vista militare e tecnologico. 

FMM

Ps: occhio alle notizie che circolano in questo periodo; per esempio,  è "contestata" la veridicità dell'episodio della scuola colpita nella zona di Minab, e del relativo numero di vittime.

giovedì 1 giugno 2023

Verità e autorealizzazione (2012)

Si può pensare una via di Verità, che non significhi successo, né quella sciocca idea di "autorealizzazione", che spesso significa solo realizzare un modello altrui male adattato a sé. La Verità non è nell'Ego, ma nella potenza d'Essere cui partecipiamo. Potenza d'Essere che ha un volto, un nome, un corpo
(FMM, 1 giugno 2012)

giovedì 17 marzo 2022

Rischio sul fianco Sud (Formiche.net)

"Il rischio è quello di una grande operazione distrazione. Mentre la guerra russa in Ucraina scuote l’Europa sul fianco Est, i riflettori del mondo si spengono sul fianco Sud. E invece anche a Sud, nel Mediterraneo allargato, il bacino strategico che va da Gibilterra all’Iran, l’onda lunga della guerra si fa sentire. A suonare un campanello d’allarme è il generale Claudio Graziano, presidente del Comitato militare europeo (...)"

 https://formiche.net/2022/03/ucraina-minaccia-sud-graziano/

sabato 12 marzo 2022

le linee rosse

Due rischi, che possono anche essere "linee rosse" che se oltrepassate da Putin possono indurre NATO e UE a superare la posizione attuale e passare a scelte ancora più impegnative, se non a un vero e proprio "ingresso in guerra":

- utilizzo armi chimiche nel conflitto

- maggiore intensità degli attacchi, che porti di fatto a pressione abnorme di profughi verso i paesi occidentali.

venerdì 11 marzo 2022

Chiarezza sul nucleare nella guerra in corso

Indipendentemente da come la si pensi sull'utilizzo dell'energia nucleare, è benvenuto un approfondimento che tenta di rispondere alle paure di questi giorni 

"(...) Riteniamo opportuno, in questi tempi incerti e in cui le notizie si rincorrono molto velocemente su tutti i mezzi di informazione, chiarire alcuni dubbi, ricostruire le dinamiche degli eventi alla luce dei bollettini rilasciati dagli organismi internazionali, e dare una risposta razionale alle paure che si stanno diffondendo tra i cittadini. (...)
 https://nucleareeragione.org/2022/03/10/situazione-in-ucraina-facciamo-chiarezza/

martedì 8 marzo 2022

in origine la donna era veramente il sole (Laura Imai Messina)

Dalla pagina Facebook di Laura Imai Messina 
https://www.facebook.com/lauraimaimessina.writer

***

”In origine la donna era veramente il sole. Una persona autentica. Adesso la donna è luna. Luna dal volto deperito, di malata, brilla di luce altrui, da altri dipende la sua vita […]”
Hiratsuka Raichō

Ne scrissi tempo fa, di come nasce da una donna l’impero del Giappone. È la dea Amaterasu, è la luce senza la quale ”le pianure del sommo cielo e le terre immerse nelle pianure di giunco” cadono in rovina. Nessuno può prescindere da lei.

Non più allora un dio ma una dea, che domina il mondo e tutte le creature. Lei ha delicatezza e saggezza femminile, ma non per questo manca di forza e determinazione, frecce in spalla, piede scalpitante. 
Così, quando il fratello Susanowo con il suo comportamento oltraggioso la spaventa e lei si rifugia in una grotta, il mondo intero subisce una notte senza fine, malattie, un decadimento senza alternative. Tutte le creature della terra e gli altri dei si affollano fuori dalla grotta per convincerla a uscire, escogitano un modo per tirarla fuori e riportare così l’universo all’equilibrio. Sarà il riso, l’oscenità di un gioco che fa del corpo femminile un’esplosione di vita, a muovere la sua curiosità e a farle fare capolino dalla grotta. Questa sarà chiusa, il fratello Susanowo punito in modo esemplare e Amaterasu, “grande sovrana e sacra” tornerà a regnare. 

Così è narrato nel Kojiki, prima opera relativa alla storia giapponese che raccoglie racconti mitologici e di fondazione del paese.

Così, quando secoli più tardi, Hiratsuka Haru, in arte Hiratsuka Raichō (1886 – 1971), una delle figure più influenti del movimento femminista giapponese, dichiara come la donna in principio fosse il sole ma come essa fosse nel tempo divenuta invece luna, comprendiamo il significato profondo di quelle righe piene di passione. 

🌿Un augurio oggi a tutte le donne, affinchè ognuna cresca libera, libera di essere se stessa, libera di cambiare idea, libera di scegliere. E se a qualcuno viene la tentazione di dire che "è ormai ovvio", consiglio generosità e pazienza. Perchè ci sono ancora tante donne nel mondo che vedono nel loro essere nate tali una limitazione a quella stessa libertà.

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=509332480556044&id=100044378891289

lunedì 7 marzo 2022

Molte guerre, molti compromessi

Forse possiamo evitare di dividerci tra "interventisti" e "pacifisti". Ci sono molti modi di intervenire / fare la guerra, ci sono molte possibilità di "compromesso". Ci sarà probabilmente un mix delle due cose. È bene anche per noi che l'Ucraina resista più che può, ma noi dobbiamo muoverci contemporaneamente su più fronti. Fermare Putin è prioritario, i modi e i prezzi da pagare, e i compromessi accettabili possono essere diversi. Probabilmente un passo in più dentro questa guerra prima o poi dovremo farlo, ma senza ardore, senza inutile retorica. Facciamo ciò che è realmente necessario.

lunedì 28 febbraio 2022

Via d'Uscita

la relazione annuale del Dis (Formiche.net)

"(...) L’infrastruttura metanifera italiana permette però di attutire l’impatto, almeno nel breve periodo, di eventuali shock della supply chain come quello che si profila nelle prossime settimane dopo le sanzioni a Mosca. “Il sistema infrastrutturale italiano rispetta la cd. formula N-1, ossia la capacità di soddisfare, grazie alla ridondanza, livelli di domanda molto elevati anche in caso di interruzione della principale infrastruttura di importazione, ossia del gasdotto che trasporta i flussi in arrivo dalla Russia fino al punto di ingresso di Tarvisio e che, nel 2021, ha veicolato il 38% del fabbisogno nazionale”.(...)"

https://formiche.net/2022/02/007-rapporto-relazione-dis/

sabato 26 febbraio 2022

Putin ha preteso troppo?

Guido Olimpio su Fb:

"Putin è salito sull'albero, puntando al ramo più alto. Può restarci, può cadere. Magari sarebbe utile anche pensare di trovare una scala per "aiutarlo" a scendere. Una via d'uscita che però deve pagare. Nulla è gratis dopo quello che ha fatto. Ammesso che capisca. 
ps: il volume di informazioni divulgato da intelligence Usa in queste settimane e confermato dai fatti è la prova che hanno buone fonti nel potere russo. E probabilmente aldilà dei numeri di tank o divisioni hanno ben di più.
La mia è una semplice ipotesi."

https://www.facebook.com/100000597164309/posts/5479721495391035/

Leggi anche:
"(...) In un simile quadro, la guerra in Ucraina potrebbe trasformarsi in un boomerang per la Russia e colpire il Cremlino due volte. Dal basso, con l’insoddisfazione di un popolo costretto ad altri e più gravi sacrifici e, magari, anche ad accogliere le bare di tanti giovani soldati. Ma anche dall’alto.(...)"

https://www.osservatoriorussia.com/2022/02/25/la-guerra-e-realta-ma-a-mosca-son-tutti-daccordo/

"(...) Arrivati a questo punto, però, la sua eredità geopolitica (anche tralasciando i giudizi morali) potrebbe essere ben peggiore di quella paventata: l’isolamento totale della Russia, il tracollo di una semi-ideologia e un impoverimento che annulla i successi economici del primo decennio putiniano. E la NATO che forse esce dalla porta (Ucraina) ma rientra dalla finestra baltica (Svezia e Finlandia sempre più tentate di entrare). Ne valeva la pena? Ai posteri l’ardua sentenza, ma scommettiamo che non sarà clemente. (...)"

https://www.osservatoriorussia.com/2022/02/25/una-guerra-che-la-russia-non-puo-davvero-vincere/



 

mercoledì 23 febbraio 2022

A Margine Ma Non Troppo

A margine, ma non troppo, della discussione su Russia e Ucraina.

Lo stato di guerra non è necessariamente legato a carri armati, bombe e simili. Si è in stato di guerra quando la sfida è "esistenziale", e l'avversario si dà come "nemico totale". Spesso la situazione è ambigua, e si può tentare di non trasformare in guerra ciò che è solo "conflitto territoriale" (o economico, o comunque "settoriale"); il problema è che se il "nemico" è tale, non ci sarà mossa dilatoria che tenga, prima o poi il conflitto si farà "esistenziale". 

Detto ciò, "prima" o "poi" può fare la differenza, e non da poco, e anche qui non è semplice stabilirlo. Combattere prima può servire a bloccare la minaccia nascente, ma al tempo stesso i prezzi richiesti da una guerra fatta troppo presto possono apparire ingiustificati all'opinione pubblica. Combattere troppo tardi può "servire", perché si rende più evidente la necessità del sacrificio, ma appunto può essere molto più oneroso, e naturalmente maggiormente rischioso. 

Ogni "tensione" fa storia a sé, e per questo non valgono i richiami storici troppo facili: non sempre vale la troppo facile dicotomia Chamberlain contro Churchill, sia perché ci sono tanti modi di cercare un accordo, e tanti modi di fare una guerra, ma anche perché, per quanto detto prima, Churchill (e la sua durezza) forse fu accettato anche perché si tentò fino in fondo di trovare un accordo, e poi di fronte all'ineluttabile si accettò il conflitto. 

Ultima nota, nel caso specifico è essenziale tenere conto che c'è una sfida anche "interna" alle democrazie occidentali: Putin (se è solo lui a decidere, se è in grado di decidere, se è "compos sui", ma comunque: "lui e la sua cerchia") probabilmente aspira anche a essere punto di riferimento per forze occidentali, e vuole sconfiggere un'idea di democrazia liberale, che è innervata - pur con forti contraddizioni - nella storia dell'Unione Europea e della NATO. Su questo appare capace di "influenzare" pesantemente anche parti dell'opinione pubblica occidentale, mettendo a rischio la stabilità delle democrazie.

Anche e forse soprattutto per questo la sfida rischia di diventare - al di là delle mosse diplomatiche e tattiche - "esistenziale".

#Ucraina #Russia #USA #UE #NATO

(post originariamente pubblicato su Fb) 

domenica 13 febbraio 2022

Sulla crisi Ucraina - Russia e la possibile guerra

Da "pseudo analista dilettante da weekend" qualche considerazione:

Al momento Putin pare aver fallito il suo obiettivo principale, spaccare Nato e Unione europea. Poi magari potrebbe proprio per questo tentare di andare oltre e invadere anche con esercito regolare l'Ucraina, ma si spera prevalga calcolo "realista".

(Certo, esistono poi anche i mezzi "non convenzionali" con cui Russia da tempo gestisce la sua influenza su aree diverse del mondo, lo ricordava ieri Marta Ottaviani al tg3).

Sullo sfondo: Russia - Cina - USA, rapporto a tre non banale e con vicinanze e dialettica non scontate, al di là delle apparenze. Pechino ora forse "vicina" a Mosca, ma con freno tirato, senza entusiasmo. E Washington forse lo sa. 

E l'Europa forse, finalmente, comincia a "svegliarsi". Anche se il percorso è molto lungo. 

martedì 7 dicembre 2021

L'eccessiva fiducia progressista nell'educazione

Riproduco un post di Fb di un anno fa

FMM 

"Forse è una riflessione già accennata in passato, mi torna spesso, chiedo venia se la ripropongo: credo che uno dei problemi più seri dell'approccio filosofico - politico che genericamente possiamo definire "progressista" sia scommettere eccessivamente sull'"educazione consapevole" come motore trainante del miglioramento delle persone. 

Da questo nodo due problemi, forse due facce del medesimo: 

- stupirsi quasi ingenuamente delle "ricadute" della storia nelle "tenebre" (presunte o reali esse siano), non facendo i conti con il fatto che siamo animali razionali, sociali, forse anche spirituali, ma comunque con un residuo ineliminabile di "animalità", se non anche di "bestialità" (che va per lo più limitata e governata e non certo esaltata, ma è comunque sempre presente)

- illudersi che si possano governare gli istinti degli uomini e delle donne "educando" (governando? controllando? "censurando"?) parole, costrutti razionali espliciti, contenuti culturali e via così dicendo.

Ovviamente non è che si debba cadere in un estremo opposto di sfiducia nell'azione educativa e culturale, ma soprattutto di questi tempi si nota una sorta di rinnovato ardore in senso "politico-didattico" (per esempio verso problematiche  ambientaliste, o di genere, o di memoria storica) che fa temere nuove illusioni, e forse nuovi pesanti errori, da cui trarrebbero paradossale beneficio le forze più reazionarie, autoproclamandosi - come spesso capita - custodi di "autenticità" rimossa.

Stiamo attenti."

martedì 17 agosto 2021

Afghanistan. Non arrendersi all'oggi

È una sconfitta gravissima. 

Ma non è la "fine" del (cosiddetto) Occidente. 

Non intrappoliamoci in continue Apocalissi. 

La politica continua 

#Afghanistan

sabato 1 maggio 2021

Buon primo maggio

Il lavoro oggi è ancora strumento di "emancipazione"? Lecito dubitarne; ma al tempo stesso comunque è passaggio necessario per ognuno/a per costruire parte di un "mondo comune".

Tornare a "emanciparsi" dai bisogni, dalle dipendenze dalla necessità. Anche attraverso il lavoro, i lavori, tornare a liberarsi dal lavoro stesso.

Sullo sfondo: quanto può essere necessario un reddito universale legato al solo fatto di essere parte della comunità, per "liberarsi" dalla necessità di dire un sì a un lavoro "a qualsiasi costo"? Quanto può essere comunque invece necessario definire una condizionalità per poter accedere a un sostegno?

Libertà e giustizia. Forse fraternità (ma mai attraverso lo stato, che non può "definirla").

Buon primo maggio, pensando a tanti luoghi del mondo, ora mi viene in mente Hong Kong, segno di contraddizione per tutte/i.

Buon primo maggio, anche perché si vinca la pandemia, precondizione per tornare a lavorare sereni.

#1maggio2021 #1maggio #festadellavoro #COVID19 #freehongkong