martedì 19 novembre 2013

Germania, la preoccupante fuga dagli investimenti (da Linkiesta.it)

(...) Quasi a conferma delle preoccupazioni espresse poche giorni fa dalla Commissione europea, che ha aperto una procedura per l’eccessivo surplus delle partite correnti (bilancia commerciale in testa) di Berlino – chiedendo proprio più investimenti e misure per aumentare i consumi interni - questo lunedì è giunta una indagine dell’Institut für deutsche Wirtschaft (istituto per l’economia tedesca, IW, di Colonia) che ha lanciato un non tanto velato allarme per il 2014.
L’IW ha condotto un’indagine su 3.300 imprese tedesche, traendone un quadro non troppo rassicurante. Certo, il 28% ha in programma nuove assunzioni, cifra che farebbe stappare champagne in Italia, non però in Germania, che è in tutt’altra situazione economica. Al tempo stesso, però, solo poco meno di un terzo delle imprese ha intenzione di aumentare gli investimenti il prossimo anno – esattamente lo stesso valore della primavera 2013. Investimenti, insomma, in piena stagnazione, e questo nonostante il clima economico nettamente migliorato. A questo si aggiunge che una impresa su sei vuole addirittura ridurli. (...) Keynesiamente, molti esperti ritengono che gli investimenti delle imprese potrebbero essere stimolati, come accennava Hüther, da quelli di Stato. Che invece sono – ormai a detta di tutti gli esperti – drammaticamente in ristagno, come dimostrano le infrastrutture sempre più fatiscenti in molte parti del paese. «Il governo – ha dichiarato Charles Wyplosz, un noto economista, a Die Welt – dovrebbe utilizzare i propri margini finanziari (i conti pubblici tedeschi sono in ottima forma, con un aumentato gettito fiscale e tassi di interesse sui titoli germanici ai minimi termini, ndr) per stimolare la domanda interna. Questo potrebbe incoraggiare le imprese a investire facendo così diminuire l’elevato surplus delle partite correnti tedesche». Più o meno lo stesso messaggio di Bruxelles.(...)

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